
L'impegnativa, a tratti dissestata, terra greca porta bene a Marcus Gronholm che grazie ad una Ford Focus finalmente affidabile torna alla vittoria, dominando il BP Ultimate Acropolis Rally 2006.
Un rally nuovo per tutti, dato lo spostamento delle prove a nord di Atene, che ha assunto un carattere ancora più difficile e selettivo del passato, dato il fondo spesso ricco di pietre che i piloti e le loro auto hanno dovuto affrontare. Un rally quasi d'altri tempi non fosse per il grande tocco di modernità dato dalle due prove spettacolo allestite all'interno dello Stadio Olimpico di Atene.
A contrastare il dominio del finnico, testimoniato da un inizio velocissimo con la vittoria di tutte e sei le prove in programma il venerdì, ci hanno provato il solito Sebastien Loeb e il mai domo Petter Solberg, che soprattutto nella prima tappa ha segnato distacchi inferiori al secondo dal vincente Gronholm. Nella seconda tappa il norvegese ha però dovuto dapprima subire il ritorno e quindi il sorpasso dell’alsaziano, complice anche un già verificatosi problema al cambio al volante che lo ha costretto ad usare la tradizionale leva, e quindi dire addio alla battaglia quando durante il trasferimento al termine della giornata è uscito di strada per evitare un automobilista a dir poco irresponsabile che guidava contromano. Di certo la Subaru Impreza WRC ‘06 non è all’altezza delle precedenti versioni quanto a competitività e affidabilità, di certo le Pirelli sull'asfalto non reggono la concorrenza delle BF Goodrich, ma la sfortuna che sta affliggendo Solberg è quanto meno evidente e sta rendendo vani tutti i suoi sforzi per tentare di colmare col suo talento il gap prestazionale della sua auto.
Chi invece di fortuna ne ha da vendere è il solito Loeb. Nel tentativo, vano, di mantenere il passo di Gronholm si è trovato costretto a guidare in modo molto aggressivo e a prendere dei rischi, per sua stessa ammissione, finendo così per commettere un errore, come quando sotto pressione al Monte Carlo, e urtare una grossa pietra che ha divelto la sospensione posteriore sinistra della sua Xsara quando ancora mancavano 50 km di trasferimento per arrivare al parco assistenza. Mentre in passato altri piloti sono stati fermati dalla polizia locale per essere alla guida di auto troppo danneggiate e quindi ritenute pericolose per la loro incolumità e quelle degli altri automobilisti, Loeb è riuscito ad arrivare indisturbato al PA, ormai sulle sole ruote anteriori, trascinandosi sul serbatoio, mentre disseminava la statale verso Atene di pezzi che la sua Xsara perdeva. Il suo talento non lo discute di certo ma sulla sua fortuna ci sarebbe molto da discutere.
Gli altri piloti, benchè tagliati fuori dalla lotta per la vittoria, hanno comunque dato spettacolo. Mikko Hirvonen, con un passo spedito ma accorto, è riuscito ad ottenere il secondo podio consecutivo, ripetendo quanto fatto in Sardegna.Un bel premio dopo le critiche forse troppo frettolose rivoltegli a seguito delle sue prime apparizioni, quasi si pretendesse da lui un immdiato feeling con la Focus.
Anche Toni Gardemeister, dopo la bella apparizione e il podio al Monte Carlo, ha ben figurato in Grecia segnando un quarto posto finale alla sua prima apparizione con una Xsara.
In quinta piazza troviamo un altro scandinavo, Henning Solberg, che trovato un sedile fisso sta sfoderando prestazioni davvero ottime. In Grecia è infatti riuscito a tenersi dietro l’astro nascente Daniel Sordo, dotato di una Xsara certamente migiore delle 307 del norvegese.
La settima posizione va quindi a Petter Solberg, che ha ormai poco o addirittura nulla da dire in campionato, essendo a soli 20 punti. Resterà quindi da vedere se questo influirà sulle sue performance future o se la delusione sarà tale da portare addirittura verso quel divorzio dalla Subaru di cui ormai in tanti parlano. Una tale separazione lascerebbe libero un sedile comunque ambitissimo e si movimenterebbe non poco il mercato piloti, tra cui figuri il nostro Gigi Galli, ora, purtroppo e immeritatamente, appiedato.
Tornando alla classifica del rally greco, in ottava posizione troviamo Xavier Pons, felice per aver concluso a punti una gara da lui stesso definita talvolta impossibile. Resta comunque evidente il gap la seconda guida del team Kronos paga nei confronti degli altri piloti alla guida di una Xsara, compreso l‘esordiente Gardemeister.
Jussi Valimaki ha dal canto suo confermato quanto fatto vedere in Italia, con un nono posto finale conquistato assieme alla sua Mitsubishi Lancer WRC ex-ufficiale.
A chiudere la top ten troviamo Matthew Wilson, il figlio di papà Malcolm spesso criticato per le sue prestazioni, anche in considerazione del fatto che ha già utilizzato la Focus WRC in vari rally del Regno Unito. Gli va però reso il merito di aver ottenuto un decimo posto in un rally difficile come l‘Acropolis a solo 19 anni. Solo gli anni a venire potranno dirci se è solo un “figlio di papà” o se c’è anche del talento.
Un altro giovane spesso criticato a Matthias Aigner. Si dimentica però del tutto erroneamente che è all’esordio assoluto con una WRC, avendo guidato fino al dicembre scorso una Lancer di Gruppo N, e che è alla guida di una Skoda Fabia ferma nello sviluppo e quindi tutt’altro che performante, con la quale è comunque riuscito a stare davanti a un pilota ben più esperto quale Harri Rovampera.
Una nota va anche a Francois Duval. Il belga era addirittura quinto con una Fabia privata ma come troppo spesso gli accade non ha retto e ha commesso un errore, arrivando lungo ad una curva a destra, finendo così dritto e staccando la posteriore destra. Un vero peccato. Il talento c’è ma gli manca la freddezza necessaria per gestire le posizioni che raggiunge.
Passando al Production World Rally Championship, che ancora una volta faceva tappa in Grecia, la vittoria è andata a Nasser Al-Attiyah, sempre più protagonosta di questo campionato. Stavolta però l’alloro non se l’è guadagnato in gara ma grazie ai giudici di gara. Un ricorso ha infatti privato della vittoria Mirko Baldacci, davvero veloce in Grecia. Il sammarinese è stato infatti penalizzato, finendo così al quarto posto, per aver disputato le ultime due speciali senza il paraurti posteriore. Un vero eccesso di zelo da parte del collegio giudicante e un ricorso non certo sportivissimo hanno così privato Baldacci di una meritata vittoria.
Si chiude così la prima parte del Campionato Mondiale Rally 2006. Si ripartirà in Agosto dalla Germania e dalla Finlandia. Mancano quindi due mesi al ritorno sulla speciali ma per molti non si andrà in vacaza; sarà invece tempo di serie riflessioni. Una Subaru in crisi, una Ford che deve assolutamente raggiungere l’affidabilità visto che le prestazioni da leader ci sono già, una Citroen che sa di non poter più competere con la Focus ma è conscia del grande vantaggio raggiunto in campionato da Loeb, una serie di piloti di assoluto rilievo come Gardemeister e Galli forzatamente senza auto. Gli spunti di riflessione non mancano, per tutti, appassionati e addetti ai lavori in primis. Non resta che attendere la seconda parte della stagione sperando almeno in una accesa lotta Loeb - Gronholm.
BP Ultimate Acropolis Rally 2006 - Classifica Finale WRC:
01. Marcus Gronholm - Ford - 03:56:26.8
02. Sebastien Loeb - Citroèn - 03:58:53.6 +02:26.8
03. Mikko Hirvonen - Ford - 04:00:10.6 +03:43.8
04. Toni Gardemeister - Citroèn - 04:00:47.6 +04:20.8
05. Henning Solberg - Peugeot -04:01:22.4 +04:55.6
06. Daniel Sordo - Citroèn -04:01:23.2 +04:56.4
07. Petter Solberg - Subaru - 04:02:01.2 +05:34.4
08. Xavier Pons - Citroèn - 04:04:45.8 +08:19.0
09. Jussi Valimaki - Mitsubishi - 04:07:55.5 +11:28.7
10. Matthew Wilson - Ford - 04:09:57.6 +13:30.8
Dave.