
Si è disputato venerdì 24 e sabato 25 giugno il 26° Rally Internazionale Golfo dell’Asinara, Trofeo Franco di Suni, valido per il Trofeo Rallies Terra 2005, campionato nazionale costituito dalle sei migliori gare su terra presenti in Italia e fortemente voluto dall’ Aci/Csai come palestra per le generazioni presenti e future in considerazione del fatto che ben 12 dei 16 appuntamenti del Campionato Mondiale Rally sono appunto disputati su fondo sterrato.
L’edizione 2005 appena conclusasi ha visto la vittoria di Giuseppe “Pucci” Grossi, alla guida di una Peugeot 206 WRC curata dalla Racing Lions e seguita con un occhio di riguardo da Peugeot Italia stessa.
Il pilota riminese, a partire dalla quarta speciale, denominata Sennori 2, ha staccato dei tempi di tutto rispetto grazie ai quali, oltre ad aggiudicarsi ben 6 delle 9 prove speciali in programma, è riuscito a distanziare la concorrenza, che, proprio nella quarta speciale, vedeva perdere il più accreditato rivale di Grossi nella sua corsa al titolo italiano terra, ovvero il milanese Peter Zanchi, alla guida di una Ford Focus WRC, il quale vedeva sfumare le sue ambizioni di vittoria finale a causa di una foratura che lo attardava di un minuto rispetto al riminese della Peugeot, gettandolo nelle retrovie e costringendolo ad accontentarsi di un 6° posto finale che gli lascia ben poche speranze di divenire il prossimo campione italiano terra visti i 22 punti che a seguito di questo risultato lo distanziano dalla vetta del Trofeo, ora saldamente occupata dal solo Grossi e dalla sua fida 206 WRC.
A contendere la vittoria a Grossi entrava quindi in scena Federico Martelli, alla guida di una Ford Focus WRC della Errepi Racing, finalmente libero dalla sfortuna che lo ha accompagnato nelle sue ultime apparizioni, impedendogli di vedere in esse il pur sempre meritato traguardo. Nonostante la vittoria in 2 prove speciali il sammarinese della Focus è però costretto ad arrendersi alla costanza e alla maggiore efficacia di Grossi terminando alle sue spalle di 42”1.
Il gradino più basso del podio è quindi andato a Giovanni Manfrinato, su Mitsubishi Lancer Evo 8, navigato dal sardo Maurizio Diomedi, che, abbandonato il sedile di sinistra sul quale ha offerto sull’asfalto sempre delle ottime prestazioni, è ritornato al suo vecchio amore al fianco stavolta di un pilota di tutto rispetto in campo nazionale. L’esperienza dell’avvocato calangianese si è conclusa nel migliore dei modi, alle spalle di due irraggiungibili WRC e davanti a tutte le altre auto di gruppo N, al termine di una serratissima lotta con la vettura gemella guidata da Luca Baldini, preceduto al traguardo della nona e ultima speciale di soli 8”.
A chiudere la top five vi è quindi Vareno Grassini, anch’egli alla guida di una Lancer Evo 8 e autore di una gara condotta a buon passo e spesso fra i primi della classe.
Una nota di merito va quindi al bravissimo pilota di Santa Teresa Gian Battista Conti, alla guida di una sempreverde e performante Renault Clio Williams del Team Balbosca, classificatosi 7° assoluto, primo dei piloti sardi, primo di classe A7 e primo quindi della speciale graduatoria riservata alle auto di gruppo A a 2 ruote motrici di cui è tra l’altro campione italiano terra in carica. Meriterebbe di certo di poter disputare l’intero campionato e poter così difendere e magari, vista la bravura dimostrata, confermare il titolo vinto lo scorso anno ma la cronica difficoltà dei piloti sardi, anche se vincenti, a trovare munifici sponsor lo costringe a disputare solo le 2 tappe isolane del Trofeo Rally Terra.
Un’ulteriore nota di merito va al sempre efficace arzachenese Nicola Tali, alla guida di una Opel Astra OPC curata dal preparatore modenese Barbolini, che ha ottenuto un lusinghiero 11° posto assoluto e il 1° di classe N3 a fronte di una concorrenza rappresentata da quanto di meglio questa classe esprima in Italia attualmente, raggiungendo così Grifoni sulla vetta della classifica del gruppo N 2 ruote motrici.
Vanno infine citati alcuni piloti di fama nazionale che, come Zanchi, hanno visto le loro aspettative drasticamente ridimensionate dalla durezza della gara.
Vittime illustri degli sterrati attorno Sassari selezionati dall’organizzazione per questo evento sono stati infatti il sammarinese Alessandro Broccoli, il torinese Alessandro Fiorio e il toscano d’adozione ma sardo di origini Gavino Carta. Il primo si è dovuto ritirare per un’uscita di strada, quando occupava la terza posizione assoluta e la prima di gruppo N, mente Carta è stato fermato a pochi km dal termine dell’ultima prova speciale dalla rottura del cambio della sua Mitsubishi Evo 8. Meglio, se così si può dire visto il valore del pilota e le sue giuste aspirazioni, è andata a Fiorio che ha concluso al 10° posto assoluto e 5° di gruppo N a seguito di una foratura che, al pari di Zanchi, lo ha relegato nelle retrovie impedendogli, nonostante tempi degni di nota, di ottenere un piazzamento finale migliore.
La carovana del Trofeo Rally Terra si prenderà ora un meritato riposo estivo per poi ritrovarsi ad inizio ottobre sull’Altopiano di Asiago, dove si disputerà il Rally dei 7 Comuni, e far quindi ritorno in Sardegna in occasione del Rally delle Miniere, che si svolgerà a Cagliari il 19 e 20 novembre, chiudendo il campionato, ad ulteriore testimonianza della bontà agonistica e della spettacolarità degli sterrati sardi, quest’ anno inseriti per ben due volte, su sei gare totali, nel Trofeo Rallies Terra nonchè nel grande circus del Campionato Mondiale Rally che a cavallo fra aprile e maggio ha fatto tappa nelle meravigliose ma al contempo difficili “strade bianche” del nord-est Sardegna.
In attesa del prossimo rally, un caro saluto a tutti gli appassionati dal vostro Dave.