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15° Neste Oil Rally Finland

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Quanto si sarebbe detto qualche decennio fa con tono enfatico commentando il Giro d’Italia lo si potrebbe ben ripetere oggi per descrivere l’impresa compiuta da Marcus Grönholm: “un uomo solo al comando”.

Con una gara da maestro, così come solo un grande conoscitore delle speciali finniche poteva fare, il pilota Ford segna un risultato che lo proietta nella storia, col sesto successo nella sua Finlandia. Ormai è ad un passo dal record di successi in patria del connazionale Hannu Mikkola, che si è imposto per ben sette volte in questa prova.

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In Finlandia il talento non basta, anche se si tratta di quello enorme ed indiscutibile di Sebastien Loeb. E’ necessaria infatti anche una conoscenza profonda di ogni km delle speciali ed su questo Grönholm è senza pari. L'idolo locale ha concesso all’alsaziano solo la prova spettacolo SS1 Killeri, quindi si è installato in testa fin dalla prima vera speciale. Loeb lo ha seguito come un ombra ad una decina di secondi di distacco ma arrancava non poco nel tenere il suo ritmo, sfoggiando una guida aggressiva e spettacolare come mai visto prima. Uno scossone sostanziale alla gara l’ha dato ancora una volta una grossa pietra, come a maggio in Sardegna, colpita da entrambi i piloti, stavolta con conseguenze diverse. Grönholm ha proseguito, mentre Loeb ha perso una trentina di secondi per sostituire una gomma bucata a seguito dell’urto. Nonostante questo imprevisto, il passo di Grönholm era parso irraggiungibile a tutti, anche al grande Loeb, il cui secondo posto finale in Finlandia vale oro in ottica campionato, dove il terzo titolo consecutivo sembra essergli sempre più vicino, avendo concesso al finnico suo avversario diretto solo due punti.

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La Ford, invece, ha portato a casa un ottimo risultato per il campionato costruttori, grazie al terzo posto di Mikko Hirvonen, che ha realizzato il sogno della sua vita, salendo sul podio di Jyväskylä, sua città natale. Il giovane finlandese ha provato a tenere il ritmo del suo compagno di squadra ad inizio gara, ma in seguito ha dovuto cedere agli attacchi di Loeb. A quel punto ha iniziato un duello con Petter Solberg per il terzo posto, ma la battaglia è stata breve in quanto il norvegese della Subaru è uscito sulla prima Ouninpohja, il sabato mattina. Un periodo nero per il norvegese, lungo l’intera stagione, che lo sta portando a frequenti errori con relative rovinose uscite di pista che rischiano di offuscare il suo sicuro talento. Un periodo che auguriamo passi subito per ritrovare ai massimi livelli un campione amato da tantissimi appassionati.

Stessa sorte del norvegese è toccata agli altri due piloti Kronos, Dani Sordo e Xavi Pons, che hanno abbandonato la gara entrambi in seguito a violente uscite di strada dalle quali fortunatamente loro ed i rispettivi navigatori sono usciti pressoché indenni. Mentre però il secondo si trovava nelle retrovie fin dall’inizio, nonostante la Xsara a sua disposizione, il primo, dopo la SS13, denominata Urria, era al quinto posto, con 1”8 di vantaggio sull’arrembante Gigi Galli. La pressione portata dal livignasco sullo spagnolo ha indotto quest’ultimo a forzare eccessivamente il suo ritmo tanto che, complice la sua inesperienza sulla terra, è stato autore di una dura uscita sulla prova successiva, la SS14. Il tutto a dimostrazione che il suo talento, enorme e a tratti impressionante sull’asfalto, non è altrettanto sulla terra e che il suo carattere non è ancora così forte da permettergli di reggere un recupero e lottare strenuamente in difesa della sua posizione, e non in attacco, come è solito fare. Ma nulla è perso per il cantabrico; è ancora giovanissimo e avrà tempo e modo per colmare queste sue lacune e divenire un pilota vincente ovunque e in tutte le situazioni di gara.

Un ottimo risultato è stato invece colto da Henning Solberg, quarto all'arrivo malgrado numerosi problemi ai freni, soprattutto posteriori, che lo hanno accompagnato per tutto il rally.

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Passiamo quindi alle dolci note italiane….grande prestazione anche da parte del nostro Gigi Galli, coadiuvato da Giovanni "John" Bernacchini, che ha conquistato un bellissimo quinto posto assoluto, al volante della Peugeot 307 della squadra BSA, all’esordio sulla terra dopo aver seguito egregiamente Bengué sull’asfalto catalano e còrso. La gara del Lupo di Livigno è stata segnata da un errore sulla SS5 che gli non ha causato danni alla sua auto ma gli ha fatto perdere un prezioso minuto, sostanzialmente quello che lo divide alla fine da Henning Solberg, ed ha vissuto minuti di fortissima trepidazione quando dopo il parco assistenza del sabato sera, al momento di portare l’auto in parco chiuso, la 307 non ne voleva sapere di avviarsi. Sembrava l’ennesima beffa inflitta dalla sorte al nostro portacolori e invece dopo due minuti, costati 20” di penalità, la berlina francese, che per altro era stata consegnata intatta alle cure dei meccanici francesi, ha rombato di nuovo, permettendo al team, all’equipaggio e ai suoi numerosi tifosi di tirare un bel sospiro di sollievo. Per il Gallo è quindi arrivato un risultato di prestigio in quanto si è lasciato alle spalle ben due finlandesi, Janne Tuonino, su una eccellente Xsara, e Jussi Välimäki, su una Lancer particolarmente a suo agio sulle strade finlandesi. Ma ancor di più perché col quinto posto di oggi eguaglia la migliore prestazione di un italiano in Finlandia, ottenuta niente poco di meno che da Miki Biasion nel lontano 1992, a bordo di una Ford Sierra.

L'ultimo punto in palio in Finlandia per i piloti è andato a Jan Kopecky, che benché sia un asfaltista ha piazzato la sua Skoda Fabia all'ottavo posto finale, davanti a Manfred Stohl, nono all'arrivo dopo una gara tutta in salita a causa di un urto contro una pietra sulla SS5 Vellipohja che gli ha fatto perdere vari minuti, tanto da essere raggiunto e passato da Petter Solberg ad un paio di km dal fine prova. Matthew Wilson, decimo e con l’auto intatta al suo primo Finlandia su una WRC, Chris Atkinson, attardato da numerosissimi problemi (freni, idroguida, motore) alla sua Impreza 06, ancora in grosso affanno e con un’affidabilità scadentissima, e Kosti Katajamaki, autore di una gara dignitosa, hanno offerto alle rispettive squadre gli ultimi punti disponibili per i costruttori.

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Passando al JWRC, la lotta iniziale fra Meeke, Aava, Andersson e Wilks, chiusu al termine del venerdì in poco meno di un minuto, si è fatta sempre più serrata finché i primi due non hanno dovuto abbandonare la gara, lasciando i due piloti ufficiali Suzuki a lottare fra loro per la vittoria. A vincere è stato a sorpresa l’inglese Wilks, terminato 14° assoluto, che ha preceduto di oltre 2’30” il suo compagno di squadra, lo svedese Andresson, riaprendo il discorso campionato. Ma quel che più impressiona è il terzo posto finale nel JWRC della Wild Card locale Matti Rantanen, 21° assoluto, che a bordo di una Honda Civic Type R N3 si è messo dietro tutto il plotone delle S1600 che frequentano il Mundialito. Davvero una prestazione da incorniciare per il giovane finlandese.

Un altro finlandese da segnalare è il giovane Anton Alen, vincitore di N4 e addirittura 11° assoluto dopo una lotta sul filo dei secondi con lo svedese Patrick Flodin, terminato 12°. Alla fine della seconda giornata e prima quindi delle quattro prove della domenica, fra i due c’erano solo 10”7. Davvero un confronto ferratissimo fra i due alfieri della Subaru, alle cui spalle ha terminato, staccato di quasi 6’, il finlandese Juha Hakkinen, a dimostrazione della gara stratosferica condotta da Alen e Flodin.

Altre liete note per l’Italia arrivano dal Fiesta Sporting Trophy, dove Alessandro Bettega e Simone Scattolin conquistano matematicamente il trofeo con una gara di anticipo. Un dominio netto lungo l’intero trofeo, coronato dai successi in Corsica e Sardegna. La vittoria matematica era già arrivata sabato quando il rivale francese Mathieu Biasion esce di strada e perde quindi l’opportunità di agguantare il giovane pilota di  Molveno in vetta al campionato. Mancava quindi solo l’arrivo trionfale sulla pedana finale di Jyvaskyla ma la sorte beffarda ci ha messo lo zampino: il mozzo della posteriore destra si stacca senza aver subito alcun urto a 3 km dal termine della PS 19 Jukojarvi e priva così l’equipaggio e il team TRT della gioia della pedana e dell’ennesima vittoria. Quando Bettega è stato infatti costretto al ritiro era leader indisturbato, tant’è che i 5’ di penalità attribuitigli dal Super Rally lo portano solo in seconda posizione, dietro all’inglese Clark. I nostri più sinceri complimenti vanno quindi ad Alessandro Bettega e Simone Scattolin nonché a tutto il team TRT che li hanno egregiamente supportati nella loro avventura mondiale.

Ma anche gli altri italiani hanno ben figurato in Finlandia. Giunti in numero cospicuo hanno tutti provato la gioia di arrivare alla mitica pedana domenicale di Jyvaskyla, sicuramente divertendosi ma facendo anche divertire il pubblico con passaggi via via sempre più interessanti, complice il crescente feeling con le temibili speciali finlandesi. In classifica finale troviamo quindi il sempreverde e veolce Bruschetta 30°, su Lancer Evo VIII, il simpaticissimo Frisiero 36°, su Lancer Evo VII, il giovane Cortinovis 39°, sulla piccola Clio RS 3, con cui è arrivato ben 3° di classeFrasson 56°, su Lancer Evo VIII, Savoldelli 59° su Seat Ibiza GT TDI, De Sanctis 60°, su Lancer Evo VI A8, e Griotti 62°, su Clio RS Light 3.

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Da segnalare inoltre la presenza di un pilota paraplegico, l'andorrano Albert Llovera, che su una Mitsubishi Lancer Evo VIII dotata di comandi al volante ha percorso l'intero rally provando la gioia di salire sulla pedana finale.

Una nota di colore va infine agli spettacolari Gruppi F, ovvero alle auto di scaduta omologazione, che nella giornata del sabato hanno percorso le speciali al seguito delle auto del WRC. I loro piloti, benchè non professionisti, hanno sfoggiato numeri di assoluto rilievo impressionando il pubblico presente. Davvero un'idea eccellente da parte degli organizzatori.

La carovana del mondiale si sposta ora in Giappone, quindi di fila i tre rally che abbandoneranno il WRC dal prossimo anno, ovvero Cipro, Turchia ed Australia, e che conseguentemente perderanno fin da quest’anno l’interesse sempre più determinante degli sponsor, per poi il gran finale con Nuova Zelanda e Galles.

Il tutto in attesa di notizie circa le case e i team che saranno presenti il prossimo anno, nonché sui sedili che cambieranno destinatario, nella speranza mai nascosta o sopita che ce e sia uno valido per il nostro alfiere Gigi Galli.

Dave.

 


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